· 

Impulsi - Giuseppe Cestaro

Un viaggio tra vivide tele, toni caldi, accurate sfumature, manufatti di legno e di ferro, un cammino emozionale tra sperimentazioni e guizzi artistici. Questo è ciò che hanno vissuto i numerosi visitatori accorsi all’esposizione “Impulsi” di Giuseppe Cestaro, presso Palazzo Picinni a Sassano lo scorso 14 ottobre in occasione della Tredicesima Giornata del Contemporaneo promossa da AMACI (Associazione dei Musei d'Arte Contemporanea Italiani). 

 

Cavalcando l’onda dell’impulsività, l’Associazione Faq-totum, organizzatrice e promotrice dell’evento, ha chiesto a ciascuno di indicare il quadro preferito e anche di provare a dare un titolo ad una tela di difficile interpretazione. Tra gli sguardi curiosi e attenti dei visitatori, spesso ci si è imbattuti negli occhi premurosi ed emozionati dell’artista Cestaro, al quale abbiamo posto qualche domanda.

 

Dopo anni di esperienze maturate in Italia e all’estero e altrettante mostre personali e collettive, oggi i suoi luoghi natii aprono le porte ad “Impulsi”, la sua esposizione personale presso Palazzo Picinni: un punto di arrivo o di partenza? 

«Il titolo della mostra non è stato scelto a caso: tutte le mie opere sono nate dalla necessità, anzi dall’impellenza di esprimere quello che avevo dentro, "impulso" è la parola con l’accezione più positiva e corretta. “Impulsi” quindi è la forza rigeneratrice che mi darà la carica per realizzare i nuovi progetti che ho già in mente.»

 

Questa mostra si inserisce perfettamente nella cornice della XIII Giornata del Contemporaneo, promossa dall’Associazione AMACI: qual è il suo personalissimo rapporto con l’arte contemporanea? 

«Sono stato innamorato solo due volte nella mia vita: la prima di mia moglie, la seconda dell’arte in tutte le sue sfaccettature. L’arte è sempre espressione di un’emozione per l’artista che la plasma, nessun vincolo e libertà dagli stereotipi che, in fondo, se ci fate caso, sono le gabbie in cui i critici e gli osservatori ritengono di poter chiudere un’opera. Ogni sperimentazione non può che far bene all’arte, come dovrebbe essere in qualunque campo, per non rischiare di rimanere zavorrati al passato.»

 

Ritornando ai luoghi di origine, spesso ostici, ma pur sempre luoghi del cuore: che ruolo hanno avuto nel suo passato lontano da casa e soprattutto che stimoli ne ricava quotidianamente, artisticamente parlando. 

«Anche in questo, come nelle mie opere, l’elemento circolare e ciclico è molto marcato: quando partii da Padula in cuor mio sapevo che sarei tornato, ma non avevo messo in conto che sarebbero dovuti passare vent’anni, e sono stati anni di nostalgia per la lontananza dalla famiglia e dalla mia terra. Ma sono stati anche anni di crescita, maturazione spirituale e professionale. Oggi che sono ormai trent’anni dal mio rientro e che dopo cinquant’anni di lavoro mi sono riappropriato del mio tempo libero, ho finalmente la possibilità di ascoltare, capire e carpire più profondamente ciò che mi circonda. Ma il viaggio negli ultimi trent’anni è stato veramente duro dal punto di vista lavorativo, sarà perché in Italia, e nel sud in particolare, purtroppo la burocrazia rallenta e quasi immobilizza le attività commerciali, figuriamoci quelle artistiche. La bellezza della nostra terra però sa colmare le negatività, ma solo a chi ha la sensibilità per coglierla.» 

 

L’ultima domanda voglio rivolgerla al Presidente dell’Associazione Faq-Totum, Antonella Inglese,organizzatrice in prima linea dell’evento. Quale deve essere il ruolo di un’associazione nel tentativo di scoprire e promuovere bellezze artistiche e culturali del nostro territorio? 

«Un’associazione per definizione “culturale” come la nostra, deve necessariamente avere un ruolo determinante in qualità di soggetto promotore del territorio e delle bellezze che lo abitano. A questo ruolo preminente, si affianca la ben più ardua ricerca di bellezze meno note o nascoste. Infatti, se da un lato la promozione di grandi attrattori e beni appartenenti al patrimonio culturale è imprescindibile per chi vuole migliorare l’offerta turistica, dall’altro scoprire vere e proprie chicche nel nostro territorio nonché talenti celati dietro ad una grande umiltà, come nel caso di Cestaro, diventa indispensabile per chi si pone l’obiettivo ben più complesso di promuovere e diffondere la cultura.»

 

Ilaria Alfano 

Scrivi commento

Commenti: 0

Follow Us

Rimani sempre aggiornato sulle nostre iniziative

Associazione Faq-Totum

Via Ascolese n.32 - 84038 Sassano (SA)

C.F. 92017620656